By | 2021-03-11T12:44:02+01:00 Settembre 29th, 2018|Assemblee Condominiali|

Il tetto viene definito come l’insieme delle opere destinate a preservare l’interno dell’edificio dagli agenti atmosferici, nella sua parte superiore.

Nell’ambito di un contesto condominiale, o in un edificio con più di un proprietario, tetti, lastrici solari e coperture, in base all’articolo 1117 del Codice Civile, si considerano a tutti gli effetti beni comuni.

Pertanto, in via del tutto generale, le spese per il loro godimento, la loro conservazione in buono stato ed un loro eventuale rifacimento vanno suddivise tra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà assegnati a ciascuno (secondo quanto prescritto dal 1° comma dell’art. 1123 del Codice Civile).

Ai sensi del Il comma secondo del predetto articolo si sancisce, tuttavia,  un’importante deroga al principio della ripartizione delle spese in relazione al valore della proprietà; tale eccezione stabilisce, infatti, che: “se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.

Pertanto, nel caso in cui  le spese afferiscano a un tetto destinato, sulla base della conformazione dello stabile, a coprire solo una parte dell’edificio o parti di edificio in misura differente, le stesse devono essere ripartite solo tra i condomini proprietari delle unità immobiliari coperte dal tetto.

Il criterio suscettibile di applicazione in tal caso è pertanto, quello della proporzionalità tra spese ed uso o ancor più esattamente tra spese ed utilità arrecata.

Ne consegue che, così come i condomini che non traggono utilità dall’intervento non debbono sostenere alcuna spesa, così ove essi traggano un’utilità minore rispetto ad altri condomini, debbono si partecipare alla ripartizione delle spese, ma in misura minore, in termini di percentuale.

Il sistema di ripartizione delle spese come previsto dal secondo comma dell’articolo 1123 c.c., è derogabile tassativamente solo tramite una convenzione sottoscritta da tutti i condomini o da una deliberazione presa dagli stessi in sede assembleare con l’unanimità dei consensi dei partecipanti al condominio (in tal senso Cass. Civ. n. 6231 del 04.06.1993).

Può aversi l’ipotesi, poi, che il tetto, pur avendo funzione di copertura dei piani sottostanti, sia di proprietà esclusiva o in uso esclusivo di un condòmino: in tal caso, la spesa relativa alla sua manutenzione va ripartita in base all’art. 1126 c.c., sì da gravare per 1/3 sul titolare esclusivo del diritto di proprietà e per i restanti 2/3 sui condòmini delle unità immobiliari a cui il tetto serva, in proporzione del piano o della porzione di piano di ciascuno di essi.