Verbale assembleare valido anche senza la firma del Presidente e del Segretario

Verbale assembleare valido anche senza la firma del Presidente e del Segretario

By | 2021-03-11T12:43:17+01:00 Settembre 25th, 2018|Assemblee Condominiali|

Secondo una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Cass. n. 27163/2017), le irregolarità formali venutesi a determinare con riferimento alla nomina del presidente e del segretario dell’assemblea condominiale non comportano l’invalidità delle delibere da quest’ultima eventualmente adottate.

Intervenuto sul punto, la Suprema Corte ha infatti precisato che, sotto la vigenza della disciplina pregressa alle modifiche introdotte dalla L. n. 220/2012, non esisteva alcuna prescrizione legale che imponesse la nomina del presidente dell’assemblea, né tanto meno sussisteva (e ciò anche in seguito all’avvento della predetta novella legislativa) alcuna disposizione di legge che statuisse l’obbligo, in capo all’assemblea dei condomini, di provvedere alla redazione di un verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario come, invece, previsto per le deliberazioni dell’assemblea delle società per azioni (art. 2375 c.c.); ne consegue, pertanto, che non può essere invocata l’illegittimità del verbale assembleare condominiale in caso di omessa firma del presidente e/o del segretario.

Invero, la sottoscrizione del verbale assembleare ad opera del presidente e del segretario è utile, a fini meramente probatori, alla stessa stregua delle scritture private per dimostrare la provenienza delle dichiarazioni da parte dei sottoscrittori.

La Cassazione a Sezioni Unite (S.S.U.U. n. 4806/2005) ha indicato con precisione quali sono i vizi del verbale di assemblea che ne determinano la nullità e quali l’annullabilità e tra queste cause non vi è la firma del presidente o del segretario. La differenza tra delibere nulle e annullabili è che, nel primo caso, non ci sono termini entro cui impugnare la decisione assunta dai condomini, mentre nel secondo caso ci sono solo 30 giorni, dopo i quali la decisione – per quanto viziata – diventa definitiva.

In assenza di una esplicita disposizione legislativa con riferimento all’obbligo di sottoscrizione, da parte del presidente, si evince che “è la natura di organo collegiale dell’assemblea condominiale che lascia presumere che essa agisca sotto la direzione del presidente, il quale ne accerta la regolare costituzione, apre e regola la discussione sugli argomenti indicati nell’ordine del giorno, indice la votazione e ne dichiara il risultato, conferendo all’assemblea concretezza di espressione comunicativa” (Cass. sent. n. 24132/2009).

Ne consegue, dunque, che, “proprio perché la nomina del presidente e del segretario dell’assemblea dei condomini non è prevista da alcuna norma (come anche la redazione per iscritto del verbale che non incida su diritti reali immobiliari), le eventuali irregolarità formali relative alla nomina del Presidente e del segretario dell’assemblea dei condomini non comportano l’invalidità delle delibere dell’assemblea” (Cass. sent. n. 11375/2017).